Lo stile liberty ebbe il suo inizio alla fine dell’Ottocento; gli artisti dell'arte nuova, per dare vivacità e movimento alle loro opere, sfruttarono tutto ciò che di più contorto e sottile la natura può offrire: stami di fiori, frutta, foglie, rami, viticci, animali ecc., furono colti e raffigurati nei loro segmenti più flessibili e sinuosi. Gli studiosi del fenomeno Liberty sono soliti dividere l’Isola in due zone ben distinte: la Sicilia orientale e quella occidentale, l’una caratterizzata da un ceto borghese, da miglioramenti nell’agricoltura e da un inizio di industrializzazione e l’altro dove ancora esistevano forme feudali di agricoltura e dove il ceto borghese stentava a formarsi.  Questi aspetti contraddittori si manifestarono anche negli stili diversi.

 

La Val di Noto

Il Liberty della Sicilia sud – orientale  manifestò stili diversi da quelli della scuola di Palermo.

Tale differenza dipende dalla peculiarità della cultura architettonica locale, e dall’esigenza di funzionalità espressa dai committenti e dalla diversa formazione di alcuni autori Catanesi e del Val di Noto.

Si è già detto della formazione, grazie ai miglioramenti dell’agricoltura e dell’economia del ceto borghese; ma va detto anche della fioritura di architetti e capimastri locali che, pur restando fedeli ai canoni barocchi, creano uno stile particolare.

Questa tradizione artigianale costituisce l’humus su cui si innesta l’esperienza Liberty.

Mentre dunque la scuola di Palermo trova riferimenti nello stile gotico–catalano, la Sicilia sud–orientale si trova a fare i conti con la tradizione barocca.

 

Il Liberty a Siracusa

Agli inizi del secolo Siracusa aveva una buona situazione sociale ed economica: le strade erano migliori che altrove, i pozzi consentivano un’agricoltura irrigua.

Su questa realtà economica si innesta l’esperienza della Scuola dell’Arte Applicata di Siracusa diretta nel 1901 del piemontese Giovanni Fusero.

Seguace della nuova arte, egli portava gli allievi a lavorare all’aperto, a contatto con la natura da cui trarre elementi atti a sollecitare le fantasie.

A Siracusa, in Ortigia, si ammirano in via Capodieci due facciate Liberty che si inseriscono armonicamente nel tessuto più antico; mentre sulla terraferma c’è un intero quartiere con edifici Liberty, circoscritto a nord da Viale Teocrito, a sud dalla ferrovia, ad est dalla Chiesa di Santa Lucia.

Tra le città del siracusano Augusta è quella che risente maggiormente dell’influenza di Catania, mentre ad Avola maggiore influenza ha la Scuola d’Arte Applicata di Siracusa.

 

 Da citare anche Canicattini Bagni, un’intera città Liberty, fenomeno  interessante nel panorama minore siciliano. Numerosi "gli scalpellini", che vi operarono  lasciando esempi significativi del loro gusto artistico, lungo un arco di tempo che arriva fino agli anni Cinquanta del nostro secolo quando la diffusione del cemento, di marmi e di travertini decretò la fine della loro gloriosa e prestigiosa attività.

Citiamo il palazzo D'Amico in via dei Vespri (Farmacia Firrincieli),il Palazzo Cassarino e il Palazzo Carpinteri Lombardo di via XX Settembre,l'altare di San Michele, il casotto dell'orologio e la fonte battesimale della Chiesa Madre, i prospetti di via Vitt. Emanuele n. 264 e n. 98, della Villa Comunale, di via Umberto n. 118 e n. 120, della Chiesa Maria Ausiliatrice, della via XX Settembre n. 36 (ex caserma dei carabinieri). Il più importante è però il prospetto  di via Vittorio Emanuele n. 152. Esso si presenta imponente e ricco di decorazioni. Nella parte inferiore spiccano quattro teste di leoni al di sopra e al di sotto delle quali sono scolpite frutta, foglie e conchiglie. Ghirlande di fiori ornano gli angoli della porta dove un volto di donna è la chiave di volta dell'arco. Nella parte superiore la ringhiera del balcone centrale, a differenza delle due laterali, è formata da una balaustra ai margini della quale, nei due riquadri, vi sono scolpite a guisa di cammei, figure di donne che hanno un profilo delicatamente fine, ornate di motivi floreali. Lo stile Liberty a Canicattini ebbe una stagione lunga e ricca di opere perché  trovò qui un ambiente favorevole ad accoglierlo, cosa di cui non si può dire oggi alla luce delle selvagge e sconsiderate demolizioni di tanti bei prospetti in stile fiorito.